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Prodotti tipici del Piemonte

PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n. 46-5823


Prodotti di origine animale
(miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro)


MIELI DEL PIEMONTE

Il miele, secondo la norma internazionale emanata dalla Commissione del Codex Alimentarius F.A.O/O.M.S., nel 1998, è “il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano e combinano con sostanze specifiche proprie e lasciano maturare nei favi dell’alveare”.
La metodica di lavorazione consolidata nel tempo prevede le seguenti operazioni:
· disopercolatura dei favi;
· estrazione per centrifugazione;
· filtrazione;
· decantazione;
· invasettamento.
Tale metodica è sostanzialmente la stessa fin da quando in apicoltura venne adottato il favo mobile (secolo scorso) e fu resa possibile l’estrazione del miele senza ricorrere all’apicidio.
La produzione di miele avviene in quasi tutto il Piemonte e risulta diversificata per le svariate situazioni altimetriche presenti ed una flora altrettanto variabile.
Tra i tipi di miele prodotti in Piemonte possono essere ricordati, per le loro elevate caratteristiche qualitative, varietà monoflorali come:
I. il miele di acacia: è il più importante della nostra regione, sia in termini economici che di notorietà; è un miele chiaro e fluido; esso viene prodotto soprattutto nella fascia collinare del Monferrato astigiano ed alessandrino, ma anche da alcuni apicoltori delle province di Novara e Vercelli;
II. il miele di tiglio: viene prodotto in alcune zone del Piemonte, soprattutto nel Novarese (dalla Val d’Ossola proviene la maggior parte della produzione), in Val Pellice e nelle Valli di Lanzo. E’ un miele cristallizzato con un gradevole aroma;
III. il miele di castagno: è di colore scuro, aromatico e profumato e tende a non cristallizzare. Esso viene prodotto in tutta la fascia pedemontana del Piemonte;
IV. il miele di tarassaco: ha un colore intenso, l’aroma molto marcato e caratteristico e si presenta sempre cristallizzato;
V. il miele di rododendro: è di colore molto chiaro, presenta un aroma assai delicato ed ha una consistenza burrosa, e, varietà multiflorali
I. millefiori di alta montagna: è di colore chiaro, cristallizza finemente ed ha delle ottime caratteristiche aromatiche.
Anche se il miele di castagno e quello di millefiori non sono i mieli più consumati, visto il loro particolare ed intenso sapore, con gli anni, sono diventati dei prodotti di nicchia, molto ricercati, soprattutto, per le loro proprietà curative – naturali.
Le segnalazioni pervenute permettono di evidenziare l’elevato livello qualitativo di alcuni mieli piemontesi provenienti da zone particolarmente vocate. Possono essere segnalati i seguenti prodotti:
I. Miele di Pragelato: si tratta di un miele millefiori di montagna. La caratteristica principale è quella di essere raccolto durante la piena fioritura del rododendro che conferisce al prodotto un profumo particolare;
II. Miele della Val Grana (CN): si tratta di mieli monoflorali di Tarassaco, di Robinia e di Castagno, oltre al millefiori, di elevate caratteristiche organolettiche sensoriali;
III.Mieli delle Valli di Lanzo: la produzione di Miele nelle Valli di Lanzo risulta diversificata a causa delle svariate situazioni altimetriche e della flora altrettanto variabile. La parte preponderante è costituita dal miele di castagno, seguito dal millefiori di montagna, dal miele di tiglio, di acacia e di rododendro. A causa delle numerose varietà prodotte, la caratterizzazione dei mieli è diventata una necessità. A questo proposito, l’Associazione produttori miele Piemonte (Aspromiele), a seguito della normativa che regolamenta l’apicoltura (Legge Regionale 20/98), ha predisposto e presentato un progetto triennale mirato per le Valli di Lanzo ove si intende promuovere il prodotto locale tramite l’individuazione della zona di produzione, del numero di produttori e di apiari dislocati nei vari comuni, l’attività di monitoraggio ambientale (l’ape come bioindicatore), la caratterizzazione del prodotto tramite prelievi di campione e analisi pollinica dei mieli, profilo tipo dei mieli in funzione delle zone di produzione, ecc. e la delimitazione della zona di produzione;
IV. Miele Ossolano: si tratta di miele di tiglio di castagno, di rododendro e di acacia di ottima qualità; l’Associazione Produttori Apistici “Vallata Ossolana” ha proposto il marchio “Miele Ossolano” per promuovere il prodotto locale;
V. Miele Biellese: per quanto riguarda la provincia di Biella, la produzione di miele riguarda tutti gli areali (pianura, collina e montagna); da segnalare i mieli di ottima qualità di castagno e di acacia della Valle Cervo;
VI. Miele della Val Sangone: da segnalare il miele di castagno, dal gusto amarognolo ma molto aromatico ed il miele millefiori di montagna, dal gusto lievemente aromatico ed assolutamente non inquinato essendo raccolto nei boschi e nei prati non coltivati della valle; entrambi di elevato livello qualitativo.

Zona di produzione
La zona di produzione coincide con quasi l’intero territorio della Regione Piemonte.

Attrezzature utilizzate
I materiali e le attrezzature utilizzati per la preparazione e l’imballaggio del miele sono:
· forchetta e coltello per la disopercolatura dei favi,
· centrifughe (a mano o a motore) per l’estrazione del miele,
· contenitori in acciaio inox per la decantazione e lo stivaggio del prodotto;
· contenitori di vetro, a chiusura ermetica, per il confezionamento e la commercializzazione del miele.
Nel tempo, si sono solamente modificati i materiali e le attrezzature a contatto con il miele in modo da favorirne una maggiore igienicità: le centrifughe per l’estrazione ed i contenitori dove avviene la decantazione, inizialmente in banda stagnata, sono ora in acciaio inox; i vasetti che contengono il prodotto pronto alla vendita sono di vetro, invece che di latta, o di cartone paraffinato.

La storia
La tradizionalità della produzione di mieli della Regione Piemonte è dimostrata da vecchi libri di apicoltura che attestano che la metodica di lavorazione è rimasta invariata nel tempo.


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