PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Bevande analcoliche, distillati e liquori
BICERIN
Il bicerin è una caratteristica bevanda calda torinese che viene servita in bicchiere, da cui il
termine piemontese “bicerin” (piccolo bicchiere).
La bevanda, la cui ricetta è segreta, è ottenuta da particolari miscele di cacao, caffè, e latte
intero. La selezione delle materie prime è la fase più delicata per ottenere un ottimo bicerin. Per
il cacao la lavorazione inizia dalla torrefazione che è molto lenta per permettere al cuore delle
fave di cuocere senza bruciare l’esterno. Le trasformazioni che avvengono durante la tostatura
sono di natura chimico-fisiche e portano alla reazione di Mailer la quale consiste nella
condensazione tra zuccheri riduttori e aminoacidi da cui si evolvono i composti aromatici ed i
pigmenti caratteristici del cacao. Le fave raffreddate vengono frantumate per eliminare la buccia
(parte legnosa), raffinate e concate. La concatura serve ad ottenere la qualità reologica ottimale.
Segue la pressatura che serve a togliere parte del burro di cacao onde ottenere la polvere. Una
polvere ricca di materia grassa rende il bicerin particolarmente denso. Questa polvere con
aggiunta di zucchero di canna ed aromi naturali viene cotta per varie ore in appositi recipienti.
La crema ottenuta deve sempre essere mantenuta a semi-ebollizione. Il caffè e il fior di latte si
preparano ancora con l’antico metodo secondo la segreta ricetta. Gli ingredienti vengono infine
uniti caldi e lasciati riposare alcuni minuti prima di essere serviti. Il raffreddamento permette di
dare più consistenza ai liquidi. Non è prevista conservazione del prodotto finito, in quanto il
bicerin viene preparato all’istante e le proporzioni degli ingredienti possono cambiare secondo il
gusto.
Zona di produzione
La produzione del bicerin avviene ancora in poche caffetterie torinesi.
Attrezzature utilizzate
La produzione della particolare polvere di cacao e aromi avviene in laboratorio con apposite
macchine di tostatura e macinatura. Fra le materie prime sono inclusi il cacao intero, il caffè
lavato del centro America, il latte intero. Il bicerin viene servito in bicchieri di media grandezza
tondeggianti.
La storia
Secondo alcuni studiosi, la formula del bicerin è legata all’omonimo locale storico denominato
“Caffè Al Bicerin” che si trova a Torino in piazza della Consolata. In tale caffè, risalente al 1763
si è tramandata nel tempo la ricetta originale del bicerin.
Secondo altri, il bicerin sarebbe stato creato fin dai primi anni del Settecento (qualcuno parla
esplicitamente di 1704), nel caffè Florio di contrada Di Po (ora via Po), a Torino.
Nel 1800 in ogni caso, con il sorgere dei locali pubblici, il bicerin divenne la bevanda abituale del
mattino dei torinesi-bene: servita in un bicchiere con protezione e manico di metallo si chiamò
bicerin. Qualcuno la chiamò anche “bicerin ‘d Cavour” con evidente riferimento al fatto che il
grande uomo di stato subalpino ne era probabilmente abituale consumatore.
Del bicerin ha scritto addirittura Alexandre Dumas: “Parmi les belles et bonnes choses
remarquées à Turin, je n’oublierai jamais le bicerin, sorte d’excellente boisson composée de
café, de lait et du chocolat, qu’on sert dans tuouts les cafés, à un prix relativement trés bas”.
Dumas fu a Torino nell’agosto 1852.
Testimonianza della produzione del bicerin secondo l’originale ricetta sono le signore Ida e Olga
Cavalli che hanno gestito il caffè negli anni dal 1917 al 1971.
indietro
|