PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Bevande analcoliche, distillati e liquori
ROSOLIO
Il nome “Rosolio” significa letteralmente Olio di Rose e richiama il fatto che la bevanda ha viscosità
tale da richiamare quella dell’olio ed è profumato alla Rosa. In termini più poetici, ma improponibili,
significherebbe “Ros Solis” (Rugiada di Sole).
Il Rosolio è un liquore a bassa gradazione alcolica ed elevato contenuto di zucchero (intorno al 50%)
che può avere come sapore base un’ampia gamma di ingredienti, fra i quali l’angelica, l’anice, le
arance, l’assenzio, il cacao, il caffè, la cannella, il cassis, il cedro, le rose, il sedano, il the e la
vaniglia.
Sino dal ‘700, aveva una certa fama (diffusa anche in Francia) un “Rosolio di Torino”, preparato
impiegando rose, anice, mandorle amare, finocchio, semi di albicocche, colorato in rosso con
cocciniglia.
Il Rosolio nasce tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700, nel momento in cui diventa accessibile (almeno
in termini di quantità se non di economicità) lo zucchero sufficientemente raffinato.
Il Rosolio è quasi completamente caduto in disuso ed alcune recenti riprese non hanno rispettato i
canoni tradizionali (se la parte aromatica non è sufficientemente consistente il prodotto risulta
stucchevole).
Zona di produzione
La produzione avveniva nel Torinese.
Attrezzature utilizzate
Le attrezzature sono quelle utilizzate in distilleria.
La storia
La tradizionalità del prodotto è documentata da ricettari manoscritti dell’800 e da ampia letteratura
tecnica, a cavallo fra ‘800 e ‘900.
indietro
|