PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Paste fresche e prodotti della panetteria, della
biscotteria, della pasticceria e della confetteria
BAMBIN ‘D SÜCCAR
Il “Bambin ‘d süccar” è realizzato in zucchero fondente e colorato con coloranti alimentari. La culla,
in cui dorme il bimbo, è un biscotto di pasta frolla, come da ricetta tipica con farina bianca tipo 0,
burro, zucchero, uova e buccia di limone. I due pezzi sono assemblati con cioccolato bianco. La
realizzazione del bimbo avviene con stampi in gomma, mentre la culla viene cotta su teglie ondulate.
Il prodotto si conserva in modo naturale per alcuni mesi, essendo un prodotto secco.
Si è voluto riproporre, unendoli, questi due antichi segni della tradizioni monferrina casalese, il
“Bambin ’d süccar” e il biscotto a forma di culla, anche se originariamente non legati tra loro, perchè
hanno lo stesso profondo significato antropologico/religioso di celebrazione sacra della nascita di
Gesù. Si possono definire, secondo antichi riti arcaici, come una sorta di totem, rappresentazione
della divinità, che venivano mangiati, per assumere poteri divini.
Zona di produzione
La zona di produzione è stata, per molti anni, il Monferrato Casalese (Alessandria).
Attrezzature utilizzate
Per la realizzazione del prodotto in oggetto sono necessari degli stampi in gomma realizzati
artigianalmente e teglie ondulate per la cottura della pasta frolla.
La storia
Il prodotto è stato riproposto da Mondo, società per la promozione del Monferrato Casalese e
Valenzano, nell’ambito dell’evento natalizio”Vigne di Natale” che si svolgerà il 15/16 dicembre 2001
e che diventerà un appuntamento annuale del territorio, sulla base di ricerche sulle tradizioni locali,
fondate su documentazioni scritte e testimonianze orali.
Per il “Bambin ‘d süccar” esiste una memoria collettiva negli anziani: era abitudine diffusa nella zona,
fino alla seconda guerra mondiale, regalare ai bambini nella notte di Natale il Gesù bambino di
zucchero, acquistato nelle pasticcerie locali, che lo producevano abitualmente.
Esiste poi la testimonianza di Teresio Malpassuto, studioso di storia e tradizioni locali, che ha
raccolto, in modo estremamente rigoroso, moltissime deposizioni orali su questa consuetudine, che
riporta in un resoconto sugli usi di una volta, sotto forma di racconto, “Robi ‘d ‘na vòta”, pubblicato
sul calendario A.n.f.f.a.s. 2000.
C’è poi un testo, edito dal Comune di Casale Monferrato nel 1998 di V. Valacca Pagella “Al di là dei
gesti”, fondato su raccolta di testimonianze orali, che parla del biscotto a forma di culla tipico del
Vallare, gruppo di cascine nei pressi di Casale Monferrato, un dolce la cui preparazione avveniva
nella comunità, con una sorta di ritualità. Manca una testimonianza orale al momento, perché le
testimonianze riportate nel testo si riferiscono ad un periodo intorno al primo decennio del 1900,
legate in particolare al luogo specifico e non più tramandate.
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