PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Paste fresche e prodotti della panetteria, della
biscotteria, della pasticceria e della confetteria
CARAMELLE CLASSICHE DURE
Le “Caramelle classiche” sono caramelle dure in gusti assortiti.
La caratteristica di questa caramella è dovuta alla lavorazione con paste di frutta ed estratti naturali
preparate dai tecnologi in azienda ed amalgamati con pasta di mandorle.
Tra le materie prime, oltre allo zucchero ed allo sciroppo di glucosio (aggiunto per impedire la
cristallizzazione), sono incluse le paste di frutta nelle varietà ananas, arancia, ciliegia, limone, pera,
mela renetta, fragola e mirtillo e gli estratti di anice e menta.
Nelle vecchie lavorazioni l’impasto ancora bollente era posto “in un piccolo cucchiaio di rame avente
becco molto lungo, col quale si versa a goccia a goccia sopra una tavola di marmo; se ne formano
pastiglie rotonde grandi quanto una moneta da 25 centesimi. Lo zucchero raffreddandosi diviene
trasparente e durissimo”.
La confezione è ancora di carta con la classica foggia a due fiocchi a mezzo giro.
Zona di produzione
Le “Caramelle Classiche Dure” sono prodotte in Piemonte.
Attrezzature utilizzate
Le linee di produzione sono di moderna concezione per soddisfare tutte le esigenze di igienicità, nel
rispetto delle tecnologie tradizionali consolidate.
La storia
Da sempre, si dice “Caramelle di Torino” per indicare un prodotto derivante dall’esperienza nella
quale si sono confrontate più generazioni.
Una prima sorta di caramella (bastoncini di zucchero di canna) fu importata dalla Siria da Goffredo di
Buglione, all’epoca della prima Crociata (1097 – 1099), ma la sua vera origine è ascrivibile alla
diffusione dello zucchero ottenuto dalla lavorazione industriale della barbabietola e,
conseguentemente, alla scoperta ed alla produzione di confetti, di tondini di zucchero aromatizzati e
delle pasticche di orzo per “mollificare la tosse”. Le prime “caramelle” furono confezionate da un
confettiere piemontesi con “sucher d’ördi” (zucchero d’orzo). L’anonimo autore de “Il confetturiere
piemontese” suggeriva di far “cuocere il zuccaro alla cottura detta caramel” e, per conoscere quando
sia a tal grado di cottura “si bagna il dito nello zuccaro e subito si mette nell’acqua fresca, indi si
mette sotto i denti e se non si attacca ai medesimi, e che sii alquanto croccante, allora sarà cotto, e si
versa poco per volta, sopra una pietra, indi si mette cadun pezzetto in carta. Se volere dargli qualche
gusto, od odore, bisogna metterlo nello zuccaro quando bolle”.
I prodotti della confetteria erano, un tempo, consumati solo dai componenti di case reali e da nobili
famiglie aristocratiche. La commercializzazione di questi prodotti incominciò solo nella seconda metà
dell’800, le piccole botteghe confettiere si ingrandirono fino a diventare vere e proprie industrie e la
città di Torino incominciò ad essere conosciuta per la produzione di pastiglie e di caramelle di qualità.
Tra l’800 ed il ‘900 si pensò di “vestire” le caramelle sia per proteggerle sia per abbellirle. Gli incarti
delle “Caramelle Classiche Dure” sono, generalmente, composti da un foglio interno di carta
paraffinata e da uno esterno di carta stampata che assume la forma di “farfalla”. Inoltre, l’incarto è
impreziosito da un filo d’oro e il pubblicitario Armando Testa in un suo famoso manifesto rappresenta
questo prodotto grazie ad un volto di donna con un’idea fissa in testa: le caramelle classiche dure.
Le “Caramelle Classiche Dure” conquistarono tutti i mercati e poterono fregiarsi, essendo consumate
dalla casa reale, di stemmi, medaglie e nodi di Savoia, simboli grafici di un successo tradizionale.
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