PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
AMARENA DI TROFARELLO
Le Amarene di Trofarello sono frutti freschi della specie Prunus Cerasus, a polpa acidula tenera e
trasparente; in italiano sono chiamate amarene e, in piemontese, “griote”.
Nell’areale considerato sono per lo più diffuse vecchie varietà o cloni affermatisi localmente e
coltivati secondo tecniche frutticole ecosostenibili o biologiche; le amarene vengono raccolte al giusto
grado di maturazione, scelte e confezionate secondo la normativa in vigore e secondo le richieste del
mercato.
Tra le varietà affermatesi vi è Marisa o Amarena Barbero. Essa è una cultivar di ciliegio acido con
caratteri intermedi tra l’amarena e la ciliegia dolce, con picciolo lungo, frutto più grosso della
amarena, di scarsa consistenza, colore scuro e sapore dolce-acidulo, con lieve retrogusto amarognolo,
resistente allo spacco.
L’Amarena di Trofarello ha una maturazione ritardata rispetto alla ciliegia ed ai graffioni, infatti, la
raccolta dei frutti dura fino alla metà di luglio.
Un limite di questa varietà è dato dalla sua non elevata resistenza alle manipolazioni ed alla
conservazione. Inoltre, da circa 5 anni, è soggetta ad attacchi precoci di Ragoletis cerasi.
Zona di produzione
La zona di produzione è praticamente limitata ai comuni di Trofarello e di Moncalieri.
La storia
La coltivazione della ciliegia e dell’amarena nelle coline del Torinese si è diffusa all’inizio del secolo
in sostituzione, sia fisica dei vigneti rovinati dalla peronospora, sia reddituale per le famiglie degli
agricoltori. Una notevole espansione della coltivazione ceresicola si è poi avuta a seguito della
distruzione dei vigneti da parte della filossera, comparsa nella collina Torinese nel 1925.
Mentre a Precetto, all’inizio del secolo, si sviluppava la coltivazione delle ciliegie dolci da tavola, a
Trofarello si è mantenuta la prevalenza originaria della coltivazione delle amarene con un proprio
mercato specializzato delle amarene, funzionante fino al 1989, la cui destinazione principale del
prodotto era l’Emilia, Genova oltrechè alcune industrie locali.
Le Amarene di Trofarello erano ricercate in tutta Italia e giungevano compratori anche da altre
regioni per acquistare il prodotto. Secondo testimonianze orali degli attuali produttori, negli anni ’50-
’65, circa 300 “ciresè” (raccoglitori di ciliegie e amarene, provenienti dalle zone montane o dalle
colline limitrofe) venivano a Trofarello nella stagione della raccolta e si fermavano per circa un mese
o un mese e mezzo.
Italo Eynard e Roberto Paglietta in “Indagine pomologica sulle cultivar di ciliegio della provincia di
Torino” (Adunanza del 14 febbraio 1965), pubblicato negli Annali dell’Accademia di Agricoltura di
Torino, scrivono che l’Amarena “si sta diffondendo in provincia di Torino, particolarmente nelle zone
di Trofarello e Revigliasco ove costituisce circa l’80% dei nuovi impianti”, poiché “è cultivar molto
produttiva e ricercata dall’industria conserviera”.
Negli ultimi 20 anni, però, non risulta siano stati fatti nuovi impianti di amarene a Trofarello ed a
Revigliasco, sicché questa coltura, se non interverranno convincenti politiche di sostegno, è destinata
a contrarsi ulteriormente o, comunque, a rimanere limitata ai frutteti familiari.
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