PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
CARDO AVORIO DI ISOLA D’ASTI
Il “Cardo Avorio di Isola d’Asti” raggiunge un’altezza di circa 100-120 cm, sensibilmente superiore a
quella delle cultivar comunemente diffuse e ne costituisce un carattere distintivo. Le foglie presentano
il lembo fogliare tendenzialmente frastagliato, di colore verde grigiastro.
La semina si effettua in primavera (da metà maggio in poi), in pieno campo, con seminatrice
pneumatica (distanze 90x25 cm) in modo scalare per ottenere il prodotto pronto alla vendita per un
lungo periodo. Ad un mese dalla semina, si provvede al diradamento.
Il seme viene prodotto dagli agricoltori che provvedono alla coltivazione, in ambiente isolato, delle
piante selezionate (caratterizzate da foglie con nervature centrali molto grandi). Queste vengono
mantenute in produzione per 10 – 15 anni. La raccolta viene effettuata a fine luglio – inizio agosto,
asportando manualmente i capolini. Ad essa segue la trebbiatura delle infruttescenze per l’estrazione e
separazione del seme.
Durante il ciclo colturale, che ha una durata di circa 5 mesi; si può irrigare in caso di necessità per
aspersione o per infiltrazione laterale da solchi, tenendo presente che il cardo è una coltura molto
rustica dotata di un ottimo apparato radicale.
Il controllo delle erbe infestanti può essere effettuato in pre-semina ricorrendo alla tecnica della falsa
semina; in post-emergenza le operazioni meccaniche richieste dalla coltura, quali il diradamento e le
sarchiature, sono sufficienti a contenere le erbe infestanti. In ogni caso, dopo un mese dalla semina,
per il forte sviluppo vegetativo del cardo, le infestanti eventualmente presenti vengono “soffocate”.
Eventualmente, si può far ricorso ad erbicidi registrati adatti alla coltura.
Il cardo Avorio non necessita, normalmente, di antiparassitari chimici. Solo in caso di eccezionali
calamità, si ricorre all’uso di tali prodotti per la difesa della coltura, privilegiando i formulati
commerciali a bassa tossicità.
La raccolta, il cui inizio parte dalla prima decade di ottobre, si effettua estirpando manualmente la
pianta ed eliminando la parte terminale dei lembi fogliari. Si ottengono, così, dei fasci di coste lunghe
ca. 50 cm, dalla consistenza erbacea. Il colore, qualora non venga adottata la tecnica di imbiancatura,
è verde giallognolo oppure giallognolo, dopo copertura della parte prossimale della pianta.
Il prodotto (raccolto senza forzatura) viene collocato in larga misura sul mercato di Milano ed in
particolare è destinato alla grande distribuzione o all’esportazione. Parte del prodotto “imbianchito”
trova altresì collocazione sul mercato regionale.
Zona di produzione
L’areale di produzione del cardo avorio comprende il Comune
di Isola d’Asti e la frazione Motta di Costigliole.
La storia
Negli orti della piana alluvionale del Tanaro, in particolare nella zona di Motta di Costigliole e Isola
d’Asti, il cardo è stato coltivato con successo dall’inizio del secolo. Al riguardo si è trovata
documentazione relativa a un “concorso a premi per la razionale coltivazione degli orti nel
circondario di Asti” del 1914, bandito per iniziativa della Società Orticola Astigiana in cui viene
evidenziata la produzione di cardi da parte di numerosi agricoltori della zona.
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