PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
MELA RENETTA GRIGIA DI TORRIANA
La Renetta Grigia di Torriana prende il nome dalla caratteristica della sua buccia, totalmente
rugginosa, e dalla omonima località di Barge, dove viene coltivata.
L’albero della renetta presenta una vigoria medio-scarsa, un portamento aperto e fruttifica
prevalentemente su lamburde e rami misti. L’epoca di fioritura si può definire precoce e corrisponde
alla seconda settimana di aprile, mentre la raccolta avviene nella seconda decade di ottobre. La
renetta grigia presenta una pezzatura media, una forma tronco conica breve e simmetrica, un profilo
trasversale circolare, un peduncolo corto e medio basso, una buccia ruvida, rugginosa fino al 100%
con lenticelle grandi e rugginose. La polpa del frutto ha una tessitura grossolana, un sapore dolceacidulo
ed un colore bianco-crema.
La Renetta Grigia di Torriana necessita di pochi trattamenti fito-sanitari ed è una mela adatta per la
cottura in forno.
Zona di produzione
La renetta grigia di Torriana è coltivata in frazione S. Martino di Barge - località Torriana - e nel
comune di Barge. La coltivazione di questa mela si è anche estesa ai comuni di Bagnolo e di Cavour.
La storia
La renetta grigia di Torriana è coltivata da ben oltre 25 anni nel territorio del comune di Barge, come
riportato oralmente da diverse generazioni (era soprannominata pum ruslen, che, in dialetto
piemontese, significa “mela arrugginita”). La coltivazione di questa mela nella frazione di Torriana si
è diffusa, poi, altrove dal 1905, soprattutto nella zona di Bagnolo e Cavour. Questo prodotto è
riportato anche negli elenchi degli espositori all’“OTTOBRATA” del 1937.
Regina delle mele da cuocere in forno, in passato, nel Pinerolese, era messa in composta: alla fine
dell’inverno le “grigie” venivano messe a fermentare per due mesi in barili colmi d’acqua, ricoperte da
un paissas di paglia di segale e da una losa di pietra di Luserna.
Alla fine dell’Ottocento, prodotta in migliaia di quintali ed esportata in Germania, Inghilterra e,
addirittura, in Egitto, oggi, la sua produzione è drasticamente ridotta.
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