PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
PATATE DI MONTAGNA DI CESANA
La patata appartiene alla famiglia delle Solanaceae e alla specie Solanum tuberosum L.
Le parti verdi della pianta contengono un alcaloide velenoso, la solanina, che compare anche nei
tuberi a seguito di una lunga esposizione alla luce. Indice di maturità dei tuberi è il graduale
ingiallimento della parte aerea e la buona aderenza della buccia alla polpa.
Attualmente, nel territorio del Comune di Cesana, sono scarsamente prodotte le vecchie varietà, che
derivavano essenzialmente da riproduzioni aziendali, per cui le cultivar attualmente coltivate sono
fornite dal mercato nazionale ed estero, in particolare olandese.
La tecnica di coltivazione è tra le più classiche delle zone di montagna; non si usa diserbo chimico e
raramente la concimazione è di tipo minerale e chimico, mentre viene largamente utilizzato letame
bovino ed ovino e la raccolta è manuale.
Le patate della Montagna di Cesana sono caratterizzate dalle loro qualità organolettiche, apprezzate
per il consumo fresco. La coltivazione avviene su terreni non eccessivamente fertili, quindi, a
compensare una diminuzione delle rese, vengono esaltate le caratteristiche organolettiche-sensoriali.
Si può, quindi, affermare che queste patate siano molto più saporite rispetto a quelle coltivate in
collina o in pianura.
Il prodotto viene commercializzato per il consumo fresco per cui non subisce processi di
conservazione, ma solo un provvisorio stoccaggio in magazzino in attesa di essere venduto,
normalmente, al consumatore finale.
Zona di produzione
La zona di produzione comprende il territorio del comune di Cesana Torinese.
La storia
L’Alta Val Chisone è sempre stata caratterizzata dalla coltivazione delle patate; in particolare il
territorio del Comune di Cesana si è dimostrato, da parecchi anni, vocato per tale produzione, come
attestato da colloqui avuti con il sindaco di tale località piemontese.
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