PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
PERE TRADIZIONALI CUNEESI ADATTE ALLA
COTTURA
Le pere Martin Secco, Martinone, Martin Dobi (Martin Doppio) e Supertino sono ottime
varietà, considerate, a livello nazionale ed europeo, le migliori alla cottura. Di seguito, vengono
riportate le principali caratteristiche di ogni singola varietà.
· MARTIN SECCO: La cultivar è nota anche con i seguenti sinonimi: Martin sec d’hiver,
Cannellino, Cavicchione, Garofala, Garofolino, De Saint Martin, Roggia, Rousselet d’hiver.
L’albero è vigoroso, mediamente produttivo, sensibile alla ticchiolatura, impollinato da Madernassa e
Passacrassana.
I frutti sono medio-piccoli, piriformi, misurano 75 mm di altezza e 55 mm di larghezza. Il
peduncolo è lungo, sottile, slargato all’apice, diritto, inserito verticalmente od obliquamente, sul
frutto.
La cavità peduncolare è poco pronunciata o assente. Il calice è aperto, grande, situato in una cavità
poco profonda. La buccia è fine, sottile, rugginosa, di colore giallastro-chiaro, sfumata di rosso alla
insolazione, ricoperta da numerose lenticelle grigie, rilevate.
La polpa è giallastra, semifine, granulosa, zuccherina, poco succosa, aromatica e profumata. I semi
sono lunghi mediamente 8 mm e larghi 4.5 mm.
I frutti maturano dalla fine di dicembre al mese di marzo e si conservano abbastanza bene anche in
un ambiente naturale di tipo fruttaio.
L’epoca di raccolta è intorno alla seconda metà di ottobre.
La Pera Martin è considerata la migliore in assoluto fra tutte le pere che presentano la
predisposizione alla cottura.
· MARTINONE: La cultivar è nota anche con i sinonimi di Marconetto, Bagnola, Cannellina
Tonda.
L’albero è di buon vigore e di buona produttività. Manifesta una buona resistenza alla
ticchiolatura.
A differenza di altre varietà di pero, la pianta è autofertile, ma migliora ed aumenta la produzione
se viene impollinata con la Passacrassana e il Martin doppio.
Il frutto è medio-piccolo, piriforme e panciuto; misura 64 mm in altezza e 70 mm in larghezza. Il
peduncolo è di media lunghezza, inserito in una cavità piuttosto larga. Il calice è medio grande ,
con sepali coriacei, larghi e lunghi, disposti un una cavità calicina medio-grande, poco profonda.
La buccia è di colore giallo cannellino, semi opaca, rugginosa su tutta la superficie. La polpa
bianco–giallognola, mediamente consistente, granulosa, di sapore dolce è particolarmente
aromatica. Il torsolo è piccolo.
Il frutto matura da dicembre a marzo. Conosciuto e particolarmente apprezzato sul mercato di
Milano, il Martinone è considerata una ottima pera, particolarmente predisposta per la cottura.
Considerato il sapore dolce e particolarmente aromatico della polpa viene consumato anche allo stato
fresco.
· MARTIN DOBI (MARTIN DOPPIO): La pianta evidenzia un vigore identico al Martin Sec con
i rami meno sottili e le foglie più ampie. L’affinità di innesto con il cotogno è scarsa e la pianta
risulta leggermente sensibile alla ticchiolatura. La pianta e partenocarpica ma non aumenta la
produzione se impollinata con Madernassa.
Il frutto è di media pezzatura, piriforme, misura mediamente 80–85 mm in altezza e 65-70 mm in
larghezza. Il calice è abbastanza largo inserito in una cavità poco profonda. La buccia è
parzialmente rugginosa di colore rosso, particolarmente accentuato dall’insolazione. Il peduncolo è
mediamente sottile, lungo, inserito verticalmente sul frutto e con una cavità peduncolare poco
profonda. La polpa è consistente, di colore bianco–giallognolo, granulosa, di sapore dolce,
aromatico ed un retrogusto odoroso leggermente di moscato.
L’epoca di raccolta è come quella del Martin Sec.
L’epoca di maturazione si colloca da dicembre a marzo.
· SUPERTINO: L’albero è di medio vigore ad elevata produttività. La varietà è autosterile e deve
essere impollinata con Madernassa o Passacrassana. La pianta manifesta una discreta resistenza
alla ticchiolatura.
Il frutto è di media pezzatura, di forma oblunga: misura mediamente 90 mm di altezza e 65 mm di
larghezza. Il calice è largo inserito in una cavità mediamente profonda. La buccia è di colore
giallo–verdastro, rugginosa. Il peduncolo corto inserito obliquamente sul frutto. La polpa è
biancastra, abbastanza fine, leggermente granulosa, mediamente consistente , di buon sapore,
leggermente aromatica.
L’epoca di raccolta è come quella del Martinone.
L’epoca di maturazione va da dicembre a marzo.
Il Comune di Barge (CN) ha segnalato altre due varietà di pere da cuocere: Marconet e Martin
Sala. La produzione di tali pere è, peraltro, estremamente limitata.
Il settore frutticolo, a livello nazionale ed europeo, soffre di una pesante crisi di mercato dovuta ad
una super produzione, mentre una produzione di pere predisposte alla cottura, di ottima qualità,
possono avere un buon futuro commerciale a livello nazionale e anche estero.
Le quattro varietà in oggetto, sia per le caratteristiche organolettiche del frutto, sia per la rusticità
della pianta andrebbero tutelate e rilanciate.
Zona di produzione
MARTIN SEC
Il Martin sec è ancora diffuso in tutto il Piemonte nelle zone pedemontane e nelle vallate dell’area
alpina. La maggior diffusione della varietà risulta essere in provincia di Cuneo dove il Martin Sec è
presente e coltivato nell’Alta Langa, nelle 16 vallate alpine fino ad una altitudine di 1.000 metri e nelle
zone pedemontane del Monregalese, Cuneese e Saluzzese.
MARTINONE
Il Martinone, oggi, rappresentato da un numero limitato di esemplari, era largamente diffuso nei
territori ella provincia di Cuneo, lungo l’arco alpino e nelle vallate fino a 800 metri di altitudine.
Le zone di maggior diffusione sono state il Saluzzese, il Monregalese e il Bovesano.
MARTIN DOBI (MARTIN DOPPIO)
La zona di produzione è situata nel Monregalese, nel Cuneese, Saluzzese, lungo la fascia
pedemontana.
SUPERTINO
Fino agli anni ’65–’70 questa varietà risultava largamente diffusa e coltivata nel Saluzzese, in
particolare nella fascia pedemontana.
La storia
MARTIN SEC
L’origine è molto incerta e antica. Secondo Leroy, parrebbe provenire dallo Champagne, secondo
Gallesio, invece, dalle Alpi Piemontesi, precisamente dalle Alpi Cozie ed Alpi marittime e,
sicuramente, nel territorio delle provincia di Cuneo. In Francia, la varietà risultava coltivata nel XVI
secolo essendo stata già menzionata da C. Estienne, nel 1530.
MARTINONE
E’ una varietà di pero ottenuta nel 1920 dal signor Marconetto di Bagnolo Piemonte in provincia di
Cuneo, da un semenzale di pero liberamente impollinato.
MARTIN DOBI (MARTIN DOPPIO)
L’origine è incerta poiché non si hanno indicazioni precise. Quello che è certo è che questa varietà è
stata diffusa e coltivata, inizialmente, nelle zone collinari del saluzzese. Probabilmente, come il
Martinone, la sua origine si può indicare nelle zone di Barge e Bagnolo e la varietà deriva da un
semenzale di Martin sec liberamente impollinato.
SUPERTINO
La varietà è originaria dal Saluzzese, probabilmente nella zona compresa tra Revello, Barge e
Bagnolo, e porta il cognome del realizzatore. La varietà è derivata, probabilmente, da un semenzale
liberamente impollinato ottenuto da un seme di Martinone o Martin doppio.
La presenza e la coltivazione delle 4 cultivar di pera da cuocere nel Cuneese risalgono a tempi remoti
ed è stata documentata da studi storici locali.
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