PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
RAVANELLO LUNGO O TABASSO
Il Ravanello Lungo o Torino o Tabasso è una delle numerose varietà appartenenti alla specie
Raphanus Sativus L., famiglia Brassicacee.
La cultivar presenta piante di vigoria medio elevata, foglie distese ed erette, radice fittonante a forma
cilindrica e regolare di colore rosso intenso, con apice sottile e bianco ed un piccolo alone dello stesso
colore all’attaccatura delle foglie. La parte edule, composta dalla parte ingrossata e carnosa
dell’ipocotile, si presenta regolare, senza sapori amarognoli o piccanti, mentre è elevata la presenza di
aromi. La cultivar si distingue, quindi, per l’ottimo sapore, meno simile alla rapa delle comuni cultivar
commerciali, e per il perfetto adattamento a produzioni di qualità durante tutti i mesi dell’anno.
La tecnica colturale prevede la semina a file sotto tunnel durante l’intero arco dell’anno, a parte i mesi
più caldi (luglio e agosto). Il ciclo colturale dura da un minimo di 21 giorni ad un massimo di 60
giorni. La concimazione ottimale si ottiene con la letamazione una volta l’anno all’inizio della
stagione colturale e con humus di lombrico distribuito a metà anno colturale. È’ necessaria una
irrigazione sopra chioma, poco abbondante ma frequente, ricordando che il ravanello è molto
sensibile agli eccessi idrici. La coltivazione del ravanello si avvantaggia della solarizzazione (tecnica
agronomica che sfrutta il calore del sole per sterilizzare il terreno), durante i mesi estivi (luglio e
agosto), la quale consente l’eliminazione delle infestanti (fatta eccezione della portulacca) e controlla
bene la malattia fungina rizoctonia. Per la brevità del ciclo colturale, raramente necessita di
trattamenti fitosanitari.
Il seme viene prodotto in azienda, selezionando radici non troppo lunghe, di forma cilindrica e
regolare con sezione tondeggiante, durante la preparazione del prodotto primaverile (seminato in
marzo) per il mercato. Tali radici vengono trapiantate in aprile, fioriscono in maggio-giugno ed il
seme viene raccolto a fine luglio-agosto e selezionato per le semine successive.
Zona di produzione
Attualmente, la coltivazione del “Ravanello Tabasso” è limitata, in prevalenza, alla collina di
Moncalieri. Negli anni ’70, invece, la coltivazione era estesa anche a Nichelino e comuni limitrofi.
La riduzione della superficie dagli anni 70 ad oggi, è dovuta soprattutto alla concorrenza da parte del
ravanello olandese e di Latina. In realtà, quest’ultimo è completamente rosso, più pesante e meno
lucido.
La storia
Il Ravanello Tabasso è frutto di un incrocio fra due varietà diverse di ravanello. Nella prima metà di
questo secolo, nella zona di Testona (frazione di Moncalieri), era diffusa la coltivazione di un
ortaggio chiamato “Ravanello Torino” selezionato, si dice, dal Sig. Ballor, un agricoltore locale
famoso per la sua abilità nel creare nuove varietà tra cui il crisantemo bianco “Super William”. Le
caratteristiche di questo “Ravanello Torino” erano la precocità ed il colore metà rosso e metà bianco,
ma aveva il difetto di diventare facilmente vuoto all’interno. Per questo motivo, il “Ravanello Torino”
è stato successivamente incrociato con una cultivar proveniente dalla Liguria denominata “oliva” per
la sua forma allungata e dal colore interamente rosso. Dall’incrocio è nato il “Ravanello Tabasso”, di
forma allungata, rosso e con la punta bianca. Negli anni, la varietà è stata migliorata stabilizzando, a
livello genetico, le caratteristiche qualitative attraverso una selezione massale operata dagli agricoltori
stessi che si sono riprodotti il seme in azienda.
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