PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE PIEMONTE
(ai sensi dell’art. 8 del Dlgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Allegato Deliberazione della Giunta Regionale 15 aprile 2002 n.
46-5823
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
TRIFULOT DEL BÜR
Il Trifulot del bür è una delle molteplici varietà di patata che appartengono al genere Solanum, pianta
erbacea della famiglia delle Solanacee.
La pianta ha aspetto cespitoso, con fusti erbacei eretti nella fase iniziale dello sviluppo, più o meno
inclinati in prossimità della maturazione. Il frutto è una bacca rotondeggiante che contiene numerosi
semi ed è una caratteristica distintiva tipica varietale. La parte edule della pianta è rappresentata dai
tuberi, che si formano all’estremità degli stoloni ipogei.
La tecnica colturale prevede la “semina” a febbraio, tradizionalmente nel periodo del Carnevale, la
raccolta a maggio- giugno. In alcune aziende della collina di Moncalieri, sino ad alcuni decenni fa, era
prevista la coltivazione in tunnel con raccolte precoci già ad aprile.
I tuberi sono a pasta gialla, di forma allungata con dimensioni di circa 8-12 cm per un diametro di 3-4
cm.
I Trifulot sono utilizzati per la cottura, generalmente interi, o, al massimo, tagliati a metà, passati al
forno o in padella per accompagnare carni bianche o rosse, in umido, come ingrediente di minestre di
verdura.
I canali commerciali preferenziali sono rappresentati dalla vendita diretta o a dettaglianti.
Zona di produzione
La zona di produzione del Trifulot è divisibile in due aree nettamente distinte:
· i comuni di Moncalieri, Santena, Nichelino e Trofarello, a ridosso dell’abitato di Torino dove
trova mercato;
· le vallate alpine ed in particolare le valli Pellice, Chisone, Susa e Sangone (in quest’ultimo caso
con un interessante mercato a Giaveno) con una produzione destinata sostanzialmente
all’autoconsumo o ad un commercio locale.
La storia
L’origine della selezione può essere fatta risalire alla Francia, paese dal quale le patate sono state
introdotte in Italia tra il XVI e il XVII secolo; i tuberi da seme normalmente utilizzati dai produttori
hanno origine e provenienza transalpina, commercializzati con il nome di Ratte, in quanto non si
provvede più alla autoriproduzione in azienda. Localmente, il Trifulot è identificato da alcuni con il
nome di “Ratin”.
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